Artista
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Hugo Palma-Ibarra nasce a Managua, Nicaragua, l’11 giugno 1942. Dopo aver conseguito il bachillerato nell’Istituto “La Salle” di Managua, studia Medicina all’Università di Firenze, frequentando anche un corso di Disegno e Storia dell’Arte all’Accademia di San Marco. Più tardi sarà a Roma per studiare la tecnica dell’affresco presso la Scuola delle Arti Ornamentali di via San Giacomo.

Permane in Italia dal 1960 al 1977.

Tornato nel suo paese, nel 1990 diviene membro del Consiglio Superiore di Cultura dell’Istituto Nicaraguese di Cultura e quindi, nello stesso anno, “Responsable de Artes Plasticas” del medesimo Istituto.

Il suo linguaggio pittorico prende le mosse dai primitivi italiani, mediato però dal “ritorno all’ordine” voluto da alcuni artisti metafisici. Non si parla tanto dei maggiori, né dei fondatori, bensì di Rosai, Soffici, Campigli e, soprattutto, Sironi. Come quest’ultimo, Palma-Ibarra è attratto dalle grandi masse chiaroscurate, dall’asciuttezza delle forme, dalle austere terre naturali, dalla ricerca “archeologica”, dai muri affrescati del Quattrocento; però a differenza di un Sironi non dilata lo spazio in cupe visioni metafisiche, non lo apre ad infiniti negati: lo ritma originalmente con il vuoto e il pieno, il chiaro e lo scuro.

Palma-Ibarra sa che l’idea della forma è alla base dell’interpretazione dei fenomeni e, trascurando la visibilità delle cose, ne insegue l’irraggiungibile archetipo. Come De Chirico, vuole dare forma al mito e al rito che ne discende, elaborando una lingua primordiale ( e perciò eterna) nel tentativo di tracciare una dimensione metastorica.”

(dal testo critico di Giuseppe Finocchiaro)