Artista
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Laureato in psichiatria, Adel El Siwi rinuncia presto ad una carriera scientifica per amore della pittura, formandosi successivamente dal punto di vista artistico fra Il Cairo e Milano.
Partecipa al clima concitato della pittura degli anni Ottanta, da cui estrapola soprattutto una componente espressionistica e tragica;
scrive il critico d’arte Martina Corgnati a proposito: “…spesso una sorta di impeto interno deforma e distorce le figure umane, [..] soggetti privilegiati d’analisi,[…] mettendo a nudo la loro condizione di sofferenza o gioia, di slancio oppure di esitazione…Immersa in una tessitura cromatica compatta e densa, la pittura perde la tradizionale distinzione fra primo piano e fondo, fra rilievo e superficie e diventa così un continuum a tre dimensioni, attraversate dai piani nevralgici costituiti dalle linee di forza e dalle sfumature di colore. [..] Totemiche ed eleganti, le figure di Adel El Siwi ci osservano dall’alveo del loro profondo silenzio, talvolta alleggerito da una specie di arcaico e misterioso sorriso.”