Conducono lontano, forse sulle rive dell’Egeo e oltre, le scarpe-oggetto incluse nell’installazione Fili fra le maree dell’artista Valeria Scuteri. Studiate e progettate per rendere omaggio alla produzione locale di scarpette per ballerine, nel raccogliere l’incanto della scena teatrale e il dialogo fra le sue arti, evocano, come guizzi di violino, realtà senza tempo.

L’abito con cui si accompagnano è gravido di sensazioni lontane, come trasportate da maree millenarie, e con il suo sfarzo e la sua severità rievoca suggestioni leggendarie fra rimandi assiro-babilonesi e civiltà sepolte, sfiorate appena con la mente e coagulate fra le maglie di una tessitura.

Le opere di quest’artista, all’interno delle quali nulla può trovar posto se non i sogni, raccontano storie intrecciate a fili, captano suoni, cercano di catturare il mare che Valeria Scuteri sente scorrere nelle vene come sangue. Quel mare tanto libero e profondo, da suggerirle sempre nuovi approdi.

Silvana Nota

Valeria Scuteri, calabrese di Stignano, dove è nata nel 1953, e torinese d’adozione, ha un percorso di formazione artistica che si può definire classico, tradizionale. Diplomatasi al liceo artistico di Torino, ha seguito i corsi dell’Accademia Albertina sotto la guida dei professori Piero Martina e Filippo Scroppo, crescendo come pittrice e come scultrice nell’atelier del maestro piemontese Teonesto Deabate. Si dedica fin da subito alla ricerca e allo sviluppo delle possibilità sperimentali del tessile, giungendo al linguaggio della Fiber Art attraverso un processo elaborativo di sintesi tra passato e presente. L’esercizio della manualità diviene parte integrante della sua poetica: sculture tessili, installazioni, Wearable Art, abiti-oggetto, sono le opere realizzate con l’impiego di tecniche tradizionali e sperimentali, che spaziano dal telaio manuale a quello libero (ottenuto semplicemente dall’intelaiatura di un grande quadro a cui è stata tolta la tela) per arrivare all’off loom e quindi alle manipolazioni, all’uncinetto, al lavoro a maglia, al macramè, all’intreccio e all’assemblaggio.

La personale di Valeria Scuteri, Fili fra le maree, è organizzata nella primavera 2005 dalla galleria Magenta 52, in seguito DIMA art& design, con la curatela di Silvana Nota. L’installazione presentata, da cui prende il nome la mostra, è di proprietà della galleria.