Operando da sempre nel campo dell’arte ma anche della produzione di tessuti (sebbene di arredamento e non di vestiario), il kimono possiede una naturale attrattiva nei nostri confronti sia dal punto di vista della manifattura necessaria alla sua creazione, sia come legittima opera d’arte, grazie alle sue raffinate e sempre diverse decorazioni.

E quale occasione migliore del 150 anniversario dell’instaurazione dei rapporti tra il Bel Paese e quello del Sol Levante per celebrarne la raffinata bellezza, creando un evento a loro dedicato?

Due parole sul kimono

Introdotto nella cultura giapponese attraverso influenze provenienti dalla Cina intorno al V Secolo e inizialmente adoperato come indumento intimo, il kimono (着物? letteralmente “cosa da indossare” quindi “abito”) è un indumento tradizionale giapponese nonché il costume nazionale giapponese.

Il kimono è una veste a forma di T, dalle linee dritte, che arriva fino alle caviglie, con colletto e maniche lunghe. Le maniche solitamente sono molto ampie all’altezza dei polsi, fino a mezzo metro. Tradizionalmente le donne nubili indossano kimono con maniche estremamente lunghe che arrivano fin quasi a terra, chiamato furisode. La veste è avvolta attorno al corpo, sempre con il lembo sinistro sopra quello destro (tranne che ai funerali dove avviene il contrario) e fissato da un’ampia cintura annodata sul retro chiamata obi.

Nel corso del 1600 il Confucianesimo iniziò a diffondersi in Giappone. A causa dei dogmi religiosi introdotti dalla nuova religione riguardanti la stratificazione gerarchica delle classi sociali, in questo periodo il kimono conobbe una sorta di età dell’oro, in quanto le sue decorazioni e i materiali usati nella sua tessitura differivano a seconda della classe sociale alla quale si apparteneva. Ciò contribuì all’estrema diversificazione dei modelli e ad una ineguagliata ricchezza di motivi decorativi.

I materiali tradizionalmente utilizzati nella creazione del kimono sono la canapa, il lino e soprattutto la seta.

Ikebana

A corredare l’esposizione dei kimono sarà un’altra usanza tradizionale giapponese: l’Ikebana, ovvero l’arte della disposizione dei fiori recisi.

L’Ikebana è una forma d’arte disciplinata in cui la natura e l’umanità sono riuniti. Pur essendo una forma di espressione creativa, essa possiede tuttavia alcune norme che ne regolano il cerimoniale. Le intenzioni dell’artista sono percepibili attraverso le combinazioni di colori, piuttosto che la disposizione della composizione.

Un altro aspetto caratteristico dell’ikebana è il suo minimalismo: una tipica disposizione consiste di un numero minimo di fiori, gambi e foglie. La struttura della composizione floreale giapponese tradizionale si basa su di un triangolo scaleno delineato da tre punti principali, solitamente rappresentati dai ramoscelli, i quali sono considerati da alcune scuole come simboleggianti il cielo, la terra e l’uomo. Il contenitore è a sua volta un elemento chiave della composizione, e vari stili di ceramica possono essere utilizzati nella loro costruzione. Un’altra ragione per cui la cultura tradizionale giapponese esercita una così forte attrattiva sulla nostra azienda.

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