Biografia:

Nina Khemcyan è nata a Erevan (Armenia) nel 1964, vive e lavora a Parigi. Ceramista, si è diplomata alla Accademia di Arti Plastiche di Erevan e successivamente all’Ecole Nationale des Arts Appliqués et Métiers di Parigi.
Il tratto di Khemcyan è un tratto la cui semplicità ricorda quella dei Primitivi dell’incisione su legno, ricorda gli incunaboli xilografati del ‘500 in Occidente e molto prima in Estremo Oriente. Un segno puro e forte, scuro, inciso, incavato nella terra cruda.
Il tratto definito delle forme, grandi personaggi dal corpo nudo o quasi, femminili o maschili, esseri di leggerezza e di carne, di giovinezza e di allegria, amalgamato sull’astrazione di un fondo, esclude tutte le idee di quadro geografico o sociale e rende superflui tutti gli altri contorni. Gli esseri ritratti esistono solo per loro stessi, nel loro attaccamento, nel loro distacco o nel loro desiderio. Esseri di seduzione e di carne, ciascuno di questi corpi esiste solo per chi li circonda, indissolubili gli uni dagli altri.
Regna un mondo umano, perché la figura umana ha sempre appassionato Nina: dietro a lei, nel suo passato, tavole e tavole che ritraggono esseri umani, accostati, accalcati, a volte accasciati, formanti una folla di semplici esseri umani sofferenti e mortali. Folla tutta intorno al mondo, che ha fatto passare Nina dal foglio al volume della sfera, per incidere la visione di personaggi abitati da una luce di bellezza, di calma e di voluttà, di cui fantasticava Baudelaire.

[Dal testo di Marielle Ernould-Gandouet]

Testo di Presentazione:

Demiurgo, Nina gioca con il pianeta terra
e con gli esseri che lo popolano.
Crea e si ricrea. Modulando la linea,
incidendo il tratto, applicando e poi grattando gli ossidi,
incide dei corpi su di un supporto,
di cui ancor prima di sfiorarlo si sente la consistenza
e si risente la densità, in una impressionante occupazione dello spazio,
una scenografia del balletto contemporaneo.

[Claudine Danilo]