In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, la prima tappa di questo viaggio non può che avere come protagonista la nostra artista di casa, Gigia Didoni.

La sua formella, posta osservando la facciata alla sinistra del portone d’ingresso e dal titolo “L’Acqua Dono della Natura”, non è infatti una semplice opera decorativa di uno spazio espositivo.

Attenta alle tematiche sociali del mondo che la circonda, essa si carica di chiari significati politici e si erge a mònito perenne sia della cura che è necessario che tutti abbiano nei confronti di un bene così prezioso sia della sua importanza nella vita di tutti noi. La rappresentazione astratta che compone l’opera, la quale raffigura tre soggetti che interagiscono con tre diverse manifestazioni d’acqua (il mare, la rugiada e la pioggia), vuole essere una critica nei confronti della cementificazione del suolo italiano, oltre che una condanna allo spreco della nostra principale fonte di vita e una denuncia contro quei tentativi di privatizzazione dell’acqua che negli anni si sono susseguiti (e continuano a susseguirsi tuttoggi) su tutto il territorio del nostro paese.

Testo di Presentazione

Tre figure con le mani tese: i piedi, gli occhi, tutti contenitori d’acqua, sono l’immagine di assetati che non possono disperdere neppure la più piccola, preziosissima goccia di acqua.

L’acqua è donata dalla natura.

Dietro la donna, figura sulla sinistra, c’è il mare, come un grande ventre portatore di vita. Il bimbo, figura centrale di unione, raccoglie le gocce di rugiada, la rugiada si trova all’inizio del giorno come il bambino è al principio della vita. L’ultima figura, l’uomo, raccoglie la pioggia, stilla che feconda la terra. Tutto ciò per denunciare lo sporco gioco che ha trasformato terre fertili in zone cementificate (uso del cemento come base). Questo ha costretto donne, bambini, uomini a percorrere chilometri, con il fine di raggiungere l’indispensabile liquido.

Beffa delle beffe, questa risorsa vogliono privatizzarla, speculando anche su ciò che la natura gratuitamente ci ha dato.”